martedì 27 maggio 2008

Novità Pensieri Contemporanei

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lunedì 26 maggio 2008

La possibilità di Oscar

Qualche settimana fa ho scritto un post sul caso di Oscar Pistorius e sulla sfida che stava (e sta) conducendo per partecipare alle prossime olimpiadi di Pechino.
In precedenza la IAAF (Federazione Internazionale di Atletica) aveva dato parere negativo in quanto sosteneva (e penso sostenga tuttora) che le protesi diano un vantaggio considerevole all'atleta.

E' di qualche giorno fa la decisione della TAS (Tribunale Arbitrale dello Sport) di far gareggiare comunque Pistorius sempre che lo stesso riesca a qualificarsi e per farlo dovrà far segnare un tempo massimo di 45' e 55".
Di fatto la TAS ha smentito la IAAF, che invece sosteneva che Pistorius stesse violando il regolamento, dicendo che al momento non ci sono abbastanza elementi scientifici per che l'atleta tragga vantaggio dall'uso delle protesi.

In pratica questa decisione crea un precedente, un precedente molto importante oserei dire, per tutti quegli atleti disabili, che come Oscar, sognano di essere normali o quanto meno di sentirsi tali.
Oggi Pistorius ha fatto un primo passo in quella direzione ma il percorso che ha intrapreso non è affatto facile in quanto adesso è chiamato a rispondere coi fatti o in questo caso con le prestazioni sportive.
Attualmente lui detiene il record del mondo nei 400 m piani nella categoria degli atleti disabili ma quel tempo dovrà essere ulteriormente migliorato per poter andare a Pechino.
Questa è un'altra sfida, forse ancora più importante e noi siamo sicuri che Oscar Pistorius la affronterà con la solita determinazione e se alla fine non dovesse andare bene pazienza aspetteremo che ce la faccia per le olimpiadi del 2012.

domenica 11 maggio 2008

Dove è finita la giustizia in Italia?


Penso che il titolo di questo post sia abbastanza esplicativo, perchè quella che c'è in Italia di certo non si può definire giustizia.
Negli utlimi anni abbiamo assistito a casi sempre più eclatanti di ordinarie ingiustizie, di persone colpevoli di omicidio liberati dopo pochi anni di detenzione e di persone che nemmeno sono entrati in carcere.
Oggi però mi voglio soffermare su 2 casi in particolare: quello di Erich Priebke e quello di Marco Ahmetovic.

Per chi non lo sapesse Erich Priebke era, durante la seconda guerra mondiale, un capitano delle SS tedesche. Inizialmente era a capo della sezione di Brescia della Gestapo, dove, secondo alcune fonti, svolgeva personalmente gli interrogatori delle persone che, come avveniva a quei tempi, venivano arrestati anche senza alcun motivo apparente, bastava il sospetto.
Successivamente Priebke fu trasferito a Roma dove partecipò allo scempio delle Fosse Ardeatine.
L'assurdità di questo caso si vede sin dall'inizio.
A quei tempi c'era una "legge" secondo la quale i tedeschi potevano uccidere 10 prigionieri italiani per ogni tedesco ucciso. Per la rappresaglia delle Fosse Ardeatine ne furono fucilati 335, 5 in più dei 330 previsti, e le accuse mosse a Priebke si riferivano solo a quelle 5 persone "in eccesso" perchè per gli altri si trattava di "esecuzione degli ordini". Successivamente la condanna fu emanata per tutte e 335 le vittime.
Quando ormai la Germania era prossima alla sconfitta, Priebke riuscì a scappare in Argentina ma di lui si persero le tracce.
Solo dopo circa 50 anni fu trovato da un giornalista americano che lo intervistò per conto dell'ABC. Poco dopo le autorità italiane chiesero a quelle argentine l'estradizione. Alla fine del 1995 Priebke era in Italia rinchiuso in carcere militare.
Nell'agosto del 1996 il tribunale militare dichiarò che non si poteva procedere in quanto il reato "risultava estinto per intervenuta prescrizione".
Inutile dire che nell'aula giudiziaria scoppiò il caos e la sentenza non fu mai eseguita anzi poco dopo fu annullata dalla Corte di Cassazione che fece istituire un nuovo processo dove prima fu condannato a 15 anni di reclusione, dopo ridotti a 10 per questioni legate all'età e alla salute, e poi fu condannato all'ergastolo. Ergastolo che dovrà scontare agli arresti domiciliari a causa della sua età avanzata.
Ma nel 2007 avviene l'ennesima assurdità di questo caso: a Erich Priebke viene concesso di uscire ogni giorno per recarsi presso lo studio del suo avvocato per svolgere un'attività lavorativa, permesso che poco dopo sarà revocato dal giudice "perchè Priebke ha omesso di comunicare gli orari e le modalità degli spostamenti.
E' di questi giorni la notizia che il titolare di un'agenzia pubblicitaria avrebbe invitato Priebke a presiedere la giuria di un concorso di bellezza, pare Priebke avrebbe risposto: "Vorrei andare ma non posso".


Il caso di Marco Ahmetovic invece (e purtroppo) rispecchia quello che troppo spesso avviene ai giorni nostri.
I fatti risalgono a poco più di un anno fa, quattro giovani ragazzi escono per prendere un gelato e per passare una serata tranquilla ma mentre rientrano a casa, a bordo dei loro scooter, un furgone invade la loro corsia e l'impatto è frontale e tragico.
Al volante del furgone si scoprirà esserci Ahmetovic che era ubriaco e che andava a velocità altissima, i carabinieri hanno trovato la quinta innescata, successivamente si scoprirà anche che il permesso di soggiorno del guidatore era scaduto nel 2006.
Poco dopo questi tragici eventi lo scandalo del processo: i giudici decidono di dargli solo 6 anni di domiciliari. Ovviamente le famiglie delle vittime fanno sentire tutto il loro disappunto ma la sentenza di primo grado non viene modificata.
Tempo dopo la beffa: ad Ahmetovic viene chiesto di fare da testimonial per una linea di abbigliamento ed accessori e in tempi più recenti si dice che su internet si vendano degli orologi "griffati" da lui.

Ma perchè in tutto questo non c'è giustizia?
Perchè le famiglie delle vittime, oltre al danno incalcolabile per la perdita dei propri cari, devono subire anche la beffa di non vedere che giustizia è stata fatta?
Perchè in Italia i criminali devono sempre farla franca e a pagare deve essere sempre la brava gente?
Sembra che in Italia più è grave il reato che si commette e meno è il tempo che si passa in galera.
E oltre alle colpe dello Stato si aggiungono anche le colpe di certe persone che pur di far soldi cercano questi personaggi dimostrando, non solo una mancanza assoluta di sensibilità nei confronti dei parenti delle vittime, ma soprattutto una mancanza di rispetto per le persone che non ci sono più e un cinismo incredibile.

Di certo la nostra immagine nel mondo ne risente tantissimo se non diamo pene severe e se diamo indulti a chi è già in carcere. In pratica si invogliano i criminali delle altre nazioni a venire nel nostro paese per commettere altri reati sicuri che la passeranno franca.

Credo che tutti noi vogliamo vivere tranquilli in uno stato che garantisca la nostra sicurezza e che nel momento in cui non riesce allora che dia delle pene severe affinchè tutti noi, e soprattutto le famiglie delle vittime, possiamo avere, finalmente, la giustizia che ad oggi non c'è.

domenica 4 maggio 2008

To be continued...la bellezza del sequel

Sicuramente è successo ad ognuno di noi di guardare un film che ci è piaciuto tanto e sperare che da lì a poco potessero fare un sequel o addirittura creare una saga. Fortunatamente per molti film è stato fatto.
Tra gli anni 80 e 90 mi ricordo che a farla da padrone erano i film prodotti negli Stati Uniti e noi stavamo incollati davanti la tv a vedere Sylvester Stallone, Harrison Ford, Arnold Schwarzenegger & Company. Molti film erano fini a loro stessi ma di tanti altri sono stati fatti dei sequel.
Il problema principale di un sequel è che, nel 99% dei casi, viene fatto ad un film che ha avuto un grande successo e quindi risulta sempre molto difficile creare un seguito che possa piacere così tanto come il primo. Ed infatti la storia del cinema è piena di sequel o triquel che sono stati dei flop totali.
Ma perchè ho citato gli anni 80 e 90? Li ho citati sia perchè sono stati gli anni della mia adolescenza e sia perchè in quegli anni sono stati girati tantissimi sequel o saghe.

La lista dei flop probabilmente è lunga ma fortunatamente è lunga anche quella dei film fatti bene e quindi come non ricordare "Ritorno al futuro" con Michael J. Fox e Christopher Lloyd, oppure Sylvester Stallone in "Rambo" o "Rocky", e Harrison Ford in "Guerre stellari" (anche se il primo è uscito nel '77) e nei panni del mitico "Indiana Jones".
Insomma potremmo aprire molte discussioni sul fatto che questi film ci piacciano o meno ma sta di fatto che riportano alcune caratteristiche oggettive: erano fatti molto bene e hanno avuto un grande successo.
Tutto questo viene confermato da quello che avviene ai nostri giorni.

Oggi le case cinematografiche, non ho ben capito se anche per una mancanza di idee oltre che per una questione economica, girano i sequel di quei film che ci sono tanto piaciuti.
Molti dicono appunto che vengono fatti per una questione economica, altri, penso persone vicine alle case cinematografiche, le chiamano "operazioni nostalgia"; a me sinceramente non importa più di tanto perchè a suo tempo quei film mi sono piaciuti molto e oggi mi piacciono anche i sequel "contemporanei", sia perchè sono fatti molto bene come i precedenti (grazie anche al grande sviluppo che hanno avuto gli effetti speciali) e sia perchè mi piace rivedere gli stessi personaggi che vedevo negli stessi panni quando ero adolescente.
Ed ecco Stallone, che a 60 anni suonati, continua ancora a fare a pugni contro pugili più giovani e che va in Birmania per l'ennesima guerra da combattere da solo rispettivamente in "Rocky Balboa" e "John Rambo", Bruce Willis ancora nei panni di John McClane in "Live Free or Die Hard" e a breve anche il sessantenne Harrison Ford in "Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo".

I sequel fatti bene sono belli, avvincenti, straordinari e divertenti così come i rispettivi prequel e se si ha la voglia e la possibilità di continuare a farli bene allora come amante del cinema spero di vedere spesso, alla fine di un film, la scritta "to be continued...".