martedì 23 febbraio 2010

Obama e la riforma sanitaria 1/2

Succede adesso negli Stati Uniti ma in realtà succede in quasi tutte le parti del mondo, Italia in primis, quando gli interessi di pochi si interpongono all'interesse comune e soprattutto all'interesse di chi fa fatica ad andare avanti.
In questi giorni Obama cercherà di far passare la sua riforma sanitaria che permetterebbe a 31 milioni di americani, attualmente senza assicurazione sanitaria, di poter accedere ai servizi della mutua.
Negli Stati Uniti la salute è una questione privata intesa che bisogna pagare una società privata, un'assicurazione, per poter accedere, qualora si rendano necessarie, alle cure mediche.
In pratica se hai i soldi ti puoi curare se non li hai allora muori.
Qualcuno potrebbe dire "come in Italia". In realtà non è propriamente così.
In Italia abbiamo un sistema sanitario pubblico che, nonostate i mille problemi, è accessibile a tutti e direi che questo non è poco. Non tutti i Paesi danno questa possibilità ai propri cittadini e nonostante il più delle volte ci lamentiamo che tali servizi funzionano male quanto meno li abbiamo.
Di certo se finiamo al pronto soccorso prima di prendersi cura di noi non ci vengono a chiedere se abbiamo un'assicurazione.
Quello che sta cercando di fare Obama, è per questo gli viene fatto un grande ostruzionismo, è di togliere potere alle società assicurative e fare in modo che chi soffre e non può permettersi di pagare i conti salati delle cure mediche vi possa accedere gratuitamente a spese dello stato.
Eppure l'opposizione, i repubblicani, non vuole che tale riforma passi.
Ma perchè mai il presidente di uno Stato non deve dare ai propri cittadini un tale diritto? Perchè mai non deve fare in modo che chi sta male possa essere curato anche se non è assicurato?
L'unica cosa che mi viene da pensare, e chiedo scusa se posso passare per un  malpensante, è che i repubblicani prendano una buona parte dei loro finanziamente dalle società assicurative e quindi, venuto meno il loro potere e soprattutto le loro entrate, possano vedersi ridurre gli introiti per le loro campagne elettorali e tutto il resto.
E' incredibile quanto il denaro e il potere possano corrompere soprattutto nella politica. Atteggiamenti come quello del parlamento americano ne vediamo tanti anche da noi.
Quando si tratta di aumentarsi gli stipendi i nostri politici (e non solo i nostri) sanno votare positivamente all'unanimità e senza nemmeno stare lì a perderci tempo più di tanto, quando invece si tratta di prendere una decisione su tanti altri argomenti molto più importanti (a quanto pare importanti solo per noi comuni mortali) allora la situazione diventa alquanto complicata.

Spero che presto chi sta al governo la smetta con le leggi ad personam e cominci a fare le leggi ad populum!

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