giovedì 11 marzo 2010

Prima ti curo e dopo ti uccido

Sembra grottesco e incredibile ma è proprio così. Negli Usa un condannato a morte non può essere giustiziato in quanto non in condizioni ottimali di salute dopo che ha cercato di suicidarsi ingerendo una dose massiccia di farmaci.
Lawrence Reynolds Jr nel 1994 è stato condannato a morte per aver violentato, ucciso e derubato una sua ex vicina di casa, all'epoca dei fatti 67enne. In questi giorni doveva essere eseguita la condanna ma è stato necessario posticipare la data dell'iniezione letale in quanto il detenuto ha cercato di suicidarsi.

La condanna a morte per un detenuto è un qualcosa che non appartiene a noi europei e tante volte resto di stucco quando sento come uno Stato, che dovrebbe preservare la vita, possa essere lui stesso il boia che toglie la vita ad un essere umano, a prescindere dal crimine che quest'ultimo abbia commesso.
Ma questa situazione è veramente fuori da ogni logica.
Nello Stato dell'Ohio, dove sono avvenuti i fatti, a quanto pare c'è un cavillo legale che dice che un condannato a morte non può essere giustiziato se non è in buone condizioni di salute e quindi viene da pensare cosa farebbero se il detenuto fosse gravemente malato. Prima lo curerebbero, magari con un accanimento terapeutico, per poi giustiziarlo ugualmente?

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